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ILARIA ABBIENTO. Riflessioni, istanti di Memoria

  • Immagine del redattore: Roberto Sottile
    Roberto Sottile
  • 10 gen 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

Una memoria frantumata dal tempo quella che Ilaria Abbiento ritrova e riporta in salvo. Nella sua intensa ricerca mediata dall’incontro tra la fotografia e l’installazione site specific, questa memoria viene declinata dalla consapevolezza di un tempo, da un’identità che si ricompone nella precarietà di un ricordo vissuto che diventa momento creativo che prende forma e vita dalla delicatezza ed emotività dell’artista.

Si procede a piccoli passi. Ci si incontra in una consapevole sintonia di percezioni, di suoni, di oggetti, di parole, che diventano allegoria, metafora di una vita, di uno spazio senza fine che si riconcilia con la storia. Ilaria Abbiento rivive queste memorie sulla propria pelle, nella libertà totale di goderne come meglio desidera, senza stravolgere però quelle sensibilità, quelle emozioni, quelle identità che compongono il racconto di quella realtà.

Fatica. Impegno. Ricerca interiore di un nuovo linguaggio, di un nuovo sapore visivo sublimato dai tempi dell’arte. L’obiettivo non è insegnare, ma far comprendere. Avvicinare l’energia di più memorie per consentire un reciproco scambio di libere passioni e ricordi.

L’artista non si lascia sfuggire questa occasione e per prima diventa protagonista di questo incontro, penetrando con pazienza in questo lungo viaggio fatto di conoscenze, di esperienze. Rivive una memoria diventando protagonista di un flashback che rievoca attraverso una cronaca visiva costruita senza eccessi, creata per sottrazione di inutili pensieri, restituendo la coscienza, l’interiorità di una vita consumata, vissuta poco, oppure buttata via.

Ecco allora la memoria dell’identità. Bastano pochi elementi: un luogo che rappresenta uno spazio ormai fisicamente vuoto di vita, ma pieno di memorie vissute in un tempo passato. Pochi oggetti, ingranaggi, elementi di connessione e comunicazione che diventano reperti contemporanei di un ricordo. Il battito costante del rumore che diventa presenza che dialoga, incessante ma regolare alterazione, ritmo di un tempo, di un cammino.

Ilaria Abbiento non cancella e non modifica la memoria, ma ci accompagna in questo momento di riflessione, lasciando un segno profondo in una contemporaneità che dimentica con troppa facilità la propria storia. Ci si ritrova così, ad entrare in contatto con quello che ci circonda e che spesso non riusciamo a vedere, a riappropriarsi della voglia che si chiama riscatto, del fragore di un tempo che è custode di una importante eredità, di una volontà che non indietreggia mai!

Un percorso quello di Ilaria Abbiento che ci rende liberi ma ci lega fortemente a quella terra, a quei luoghi della nostra memoria che diventano presenza. Una memoria che reclama di essere vissuta. Una memoria impegnativa, che non s'improvvisa a cui credono in tanti.

Roberto Sottile

Critico d’Arte


 
 
 

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