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ANIME DIVERSE - BARBARA BONFILIO, CLAUDIA GIANNULI, GIUSEPPE LO SCHIAVO - ELLEBI galleria d'Arte

  • Immagine del redattore: Roberto Sottile
    Roberto Sottile
  • 26 ott 2015
  • Tempo di lettura: 4 min

Pittura, scultura e fotografia tre ricerche ben riconoscibili portate avanti rispettivamente da Barbara Bonfilio, Claudia Giannuli e Giuseppe Lo Schiavo che ci accompagnano in un moderno ed innovativo percorso contemporaneo di incontro e relazione delle arti. Una connessione non solo visiva, che pone al centro la donna, pur rispettando le diversità tangibili, ma anche immateriale, portata avanti dai tre artisti in mostra, grazie ad una conoscenza della storia dell’arte che viene mediata, rivisitata e se necessario corretta, da valori contemporanei.

Sono donne che vanno in scena esattamente come hanno vissuto, con il loro coraggio, e le loro storie da condividere. La conseguenza è un viaggio nella storia dell’arte contaminato da una sana reinterpretazione di valori artistici (visivi e concettuali) che gli artisti in mostra grazie alla loro personale storia sono riusciti a rendere proprio.

Il risultato è una riflessione artistica equilibrata che offre la possibilità di una lettura che conceda la possibilità di cogliere l’unione di questi linguaggi e riconosca l’unicità di una creatività artistica che utilizza i tempi dell’arte moderna, per dare vita ad anime diverse cariche di storia contemporanea.

Il mondo femminile di Barbara Bonfilio che ci viene raccontato in mostra, parla un linguaggio attuale che dialoga con un passato presente. Sono donne che diventano manifesto di un’idea, una visione, un concetto, un’intuizione che l’artista riveste di passioni, di colori, di parole, di elementi di connessioni che contribuiscono alla lettura di un messaggio. Sono donne che denunciano un benessere apparente, che rischiano la propria faccia, per presentarsi al mondo nella loro femminilità classica catturata dal pensiero contemporaneo. Le donne di Barbara Bonfilio sono donne che non sanno fingere, che si mettono in gioco senza pigrizia, per trasmettere emozioni, riflessioni senza imposizioni e condizioni.

Una ricerca quella portata avanti dall’artista che fonde con estrema sintesi e capacità diversi linguaggi artistici: da una parte è visibile quell’eleganza e fierezza che si richiama nella posa tipica ai ritratti di nobil donne, e dall’altra questa dignità, che originariamente non aveva altra funzione se non quella di comunicare uno status, diventa testimonianza di una quotidianità, che l’artista sviluppa con tematiche sociali importanti come il rispetto per gli animali e per l’ambiente.

Inquietudini che diventano irriverenze, storie cariche di emozioni che lasciano allo spettatore la possibilità di tracciare il giusto ed equo finale. Claudia Giannuli raggiunge nel suo percorso una sintesi capace di entrare in contatto con certe anime che si presentano ai nostri occhi impertinenti, forti, senza disapprovazioni e censure. Sono storie sfiorate dal dolore che l’artista rimodella lasciando cogliere, a chi osserva, la volontà di leggere aspetti ironici, senza cadere nel dileggio e nello sbeffeggiamento.

Le donne di Claudia Giannuli custodiscono possibilità di una vita, racconti, che ci vengono restituiti da un punto di vista privilegiato. Diventiamo così spettatori di una vita che continua, che si consuma, che accade. Addii e incertezze, ripensamenti e riflessioni, cambiamenti e meditazioni, le storie che raccontano queste donne sono figlie di un tempo moderno, di una ricerca che ci restituisce anche nell’aspetto donne rese all’essenziale, quasi come a voler sottolineare che la vera protagonista non è quella fisicità tanto ostentata, ma l’anima con le sue inquietudini e le sue speranze.

Giuseppe Lo Schiavo presenta in mostra la serie fotografica Ad Vivum, dove è facile cogliere quell’osservazione che trae ispirazione dai ritratti della scuola fiamminga: la cura dei dettagli senza mai eccedere, la riproposizione a tre quarti dei soggetti, l’utilizzo della luce naturale e di fondi scuri dove costruire la scena, l’espressività dei volti, tutti elementi che ci restituiscono quella ricerca di tradizione fiamminga a cui l’artista guarda, riuscendo a cogliere nelle storie proposte, quei “caratteri” identitari dei tempi moderni che conservano il sapore del passato.

Una ricerca artistica portata avanti da Giuseppe Lo Schiavo che diventa anche studio del costume grazie all’utilizzo di abiti realizzati da una importante designer polacca Natasha Pavluchenko, che con i suoi abiti disciplina movimenti, da rigore ai corpi e arricchisce quella ricerca sull’espressività che è il cardine imprescindibile degli studi dell’artista. Quell’equilibro (fragile ma nello stesso tempo indissolubile) che l’artista ci racconta con la sua arte, porge allo spettatore la possibilità di raccogliere la sfida di raggiungere quella storia, viverla, oppure vederla scorrere. Sono donne quelle di Giuseppe Lo Schiavo, fermate nell’atto di rappresentare se stesse, senza nessuna maschera, capaci però di catturare e nutrire la nostra attenzione.

In conclusione, potremmo affermare, che le donne di Barbara, Claudia e Giuseppe trovano nella diversità non solo estetica ma anche nella differenza dei temi trattati, il loro punto d’incontro e di intesa. Sono donne che condividono la bellezza delle regole dell’arte; regole antiche, riassunte da un linguaggio nuovo che scorre nelle opere in mostra. Sono donne che si manifestano senza indugi in tutto il loro fascino (estetico ed intellettivo) che, grazie alla bravura dei tre artisti, non resta solo in superficie ma attraversa ed irrompe nelle esperienze, riuscendo a dare sempre il meglio di se. Donne, donne, donne, tre volte donne: donne che esistono, donne sempre a testa alta e fiere, donne che lottano e affrontano la vita.

Roberto Sottile

Critico d’Arte

ELLEBI GALLERIA D'ARTE, VIA MISASI 99 COSENZA

progetto della mostra di Claudia e Marilena Sirangelo

testo critico di Roberto Sottile

mostra aperta al pubblico fino al 30 novembre 2015


 
 
 
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