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TONINA CECCHETTI, LE REGOLE DEL GIOCO

  • Immagine del redattore: Roberto Sottile
    Roberto Sottile
  • 25 ago 2015
  • Tempo di lettura: 3 min

Al confine della materia visibile corrisponde l’inizio del confine del concetto, dell’idea che si presenta a noi nella sua immagine apparentemente sospesa, fermata dalla forza della forma, dall’aspetto della figura che viene modellata, foggiata e plasmata con novità e freschezza da Tonina Cecchetti.

Ogni lavoro ci racconta uno studio, una ricerca artistica che ha come punto di sviluppo il corpo umano, donne e bambini i soggetti prediletti che scorrono davanti ai nostri occhi come “frame” estrapolati da una pellicola cinematografica. L’azione sta per compiersi, manca poco, oppure è già terminata; in entrambi i casi Tonina riesce a caricare i suoi protagonisti di sentimenti, emozioni, passioni, facendoci gustare ogni momento. Talvolta basta solo un dettaglio visibile, ma anche l’assenza di quel dettaglio per costruire con sensibilità una storia. Tonina Cecchetti ha dalla sua parte tutta la conoscenza delle regole del gioco, ed i suoi personaggi trovano spazio sulla scacchiera della quotidianità in modo bizzarro e curioso, senza dimenticare però di comunicare un messaggio.

Messaggi forti, vigorosi, vivaci, che si contrappongo alla fragilità e alla delicatezza della materia con la quale l’artista plasma e da vita ai suoi personaggi, interpreti moderni di una grande performance-installazione, che pone al centro da una parte la realtà con le sue contraddizioni e le sue esistenze, e dall’altra il pensiero artistico che si sviluppa con armonia ed estro creativo.

Una tecnica raffinata, portata avanti da una ricerca costante sull’utilizzo e lo studio dei materiali, che ha condotto Tonina verso l’utilizzo del ferro, della maiolica, del refrattario cerato, pelle, oro zecchino, pizzo e tanti altri materiali organici che modellati e congiunti danno vita a relazioni, rapporti, storie che diventano realtà fisiche, tangibili davanti ai nostri occhi. Corpi di donne e bambini, privi di volgarità, carichi di significati capaci di trasmettere una emozione, un desiderio, uno stato emotivo che giunge fino a noi “sigillato” ma capace di dialogare con lo spettatore e con lo spazio circostante.

Le sculture sono opere solenni, plasmate con un segno artistico moderno. Il percorso di Tonina Cecchetti indaga diversi aspetti visibili e non visibili del corpo umano: da una parte la forma come figura-disegno che grazie alla resa (visiva ma anche tattile) della superficie, alla capacità di definizione dell’immagine, alla fusione visiva di diversi materiali, rivelano una grande competenza e capacità dell’artista, e dall’altra la forma come struttura, ordine e concetto, capace di restituirci lavori realizzati con originalità ma costruiti tenendo ben presente quella sottile linea rossa che è l’evoluzione e lo studio della scultura dei grandi maestri dell’arte.

Il rapporto con lo spazio, la sua interazione (il rapporto in alcuni casi con l’ombra), l’influenza reciproca tra soggetto ed oggetto, sono alcuni aspetti cardini del percorso di Tonina Cecchetti che ci restituisce il rapporto di quella pluralità di tradizioni articolate, italiane ed europee, mediate da modelli culturali e di costume più distanti (scultura cinese e giapponese) dove l’opera d’arte è caricata anche di valenze filosofiche oltre che estetiche e religiose. Il risultato del lavoro di Tonina Cecchetti è il giusto equilibrio tra il concetto e l’azione, l’immagine con la sua decodificazione e la materia sensibile. La conclusione sono opere originali segnate dal tempo della storia, dai tempi della ricerca, riuscendo però a mantenere tuttavia un forte naturalismo delle forme, mutate e rielaborate in un concetto più astratto in continua convivenza tra il visibile della materia e il non visibile dell’idea.

ROBERTO SOTTILE

CRITICO D’ARTE


 
 
 
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