SEBASTIANO DAMMONE SESSA STRUTTARA, MATERIA E SUPERFICIE
- Roberto Sottile
- 6 lug 2015
- Tempo di lettura: 3 min
Da una parte la forma (struttura) e lo spazio (superficie), e dall’altra la materia (elemento) che viene controllata e dominata con una grande capacità tecnica e sensibilità artistica. La percettibilità estetica dei lavori di Sebastiano ci conducono ad una riflessione che è il risultato di una valutazione che è l’effetto della sintesi di uno studio (che diventa applicazione) di regole geometriche rigorose, logiche, mediate con una fantasia creativa, capace di accordare, e conciliare, il percorso della forma attraverso lo spazio inteso come estensione della superficie che interagisce con la materia, e lo spazio inteso come rapporto-relazione che intercorre con lo spettatore.

Attraverso questo percorso, Sebastiano si fa interprete di un linguaggio artistico, che non ambisce a sbalordire tramite un geometrismo dalle grandi dimensioni di forte impatto, oppure di dettagli ordinati, ma esprime uno stile originale, una capacità contemplativa di un ordine (geometrico) che è la conseguenza di una ricerca attenta quasi meditativa. Nella diversità e complessità della geometria, e delle regole che la sostengono, il percorso artistico di Sebastiano volge lo sguardo anche alla relazione che sussiste tra la struttura geometrica, che spesso viene spezzata da ulteriori forme geometriche, con la composizione della materia organica che da tono e modula la percezione visiva e anche tattile. Carta, cartone, poliuretano, tela, tavola, olio, elementi con una propria corporeità sensibile che si relazionano con la forma (struttura) e lo spazio (superficie).

Quello che ci viene proposto sono strutture e sistemi geometrici in evoluzione, costruiti utilizzando una intensità cromatica tale da esaltare anche nei toni più neutri la forza e il vigore della forma che si rigenera nello spazio in moduli irregolari, quadrati, circolari che inducono al movimento, e che spesso sembrano precipitare dalla parate per camminare nello spazio irrompendo nella superficie, come nel caso dell’opera “ipotesi di struttura” realizzata in poliuretano e cartone sagomato.Lo spazio viene annullato dall’energia dei moduli e dalla forte carica della materia che si impossessa della superficie plasmando e dando origine a strutture multiformi, all’apparenza graffiate, quasi marchiate dal segno geometrico che assume il carattere di scrittura, di tratto distintivo che usa come linguaggio universale la geometria.

Osservando la variazione (anche tonale) dei moduli geometrici ci si accorge, che Sebastiano costruisce lo spazio dell’opera d’arte in pieno accordo con le forze che competono a garantire l’ equilibrio e lo svolgimento della narrazione artistica! Si percepisce il senso, nei moduli con una cadenza di tono più lavorato, di trovarsi dinanzi a frammenti, brani di codici più ampi che ritornano alla luce; quella luce che attraverso il suo riverbero, la sua rifrazione con l’ambiente dove le opere “esistono”, partecipa alla lettura della storia, di quella identità, che l’artista ci restituisce, come se la geometria, le sue forme, la sua forza diventassero impronte digitali, segni del tempo da custodire e tramandare!

Biografia:
Sebastiano Dammone Sessa nasce nel 1981 a Montreux (EE), frequenta l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro dove consegue il Diploma in Arti visive e discipline per lo spettacolo, con indirizzo Decorazione. Ad oggi è docente presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Intensa è la sua partecipazione in questi ultimi anni ad importanti mostre, tra le più significative: “Sulle orme di Marco Polo, cento pittori italiani dipingono Hangzhou”, a cura di Assoartisti - Confesercenti e Hangzhou Cultural Brand. Progetto comunitario Italia – Cina realizzato nel 2011. Adriatica la via dell'arte, Antichi Forni (MC); Pietra arte e fuoco, Corinaldo (AN); Kranio, venticinque giovani artisti italiani, Museo MUST (LE); Concordia, Premio Basilio Cascella, Delizia Estense del Verginese (FE); Nodidaria, Galleria Galeotti (MC); Oltre il ponte, Fondazione Orestiadi di Gibellina (TP); In fieri, Palazzo Ducale di Massa Carrara; La Terra ha bisogno degli uomini, Reggia di Caserta; Premio Nazionale delle Arti 2007 (primo classificato Decorazione), Le Ciminiere (CT).
Roberto Sottile
Critico d’Arte
articolo pubblicato sulla rivista "DOPPIA CORSIA" N°35 ANNO 2015 MARZO-GIUGNO